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Associazione Giuseppe Maria de Lillo

Testimonianze

A casa avevo queste tre coperte che ho portato qui stasera" ha raccontato uno dei volontari di Natale 365" le ho prese dal soppalco, stavano li in un contenitore da tre anni, non mi ricordavo neanche più di averle, ingombravano, occupavano spazio e volevo solo liberarmene...Quelle coperte erano per me qualcosa di totalmente superfluo, accessorio. Al contrario, qui a San Pietro, questa sera, ho incontrato tante persone che di quelle coperte avevano un estremo bisogno per poter non passare una notte al gelo. È stato impressionante scoprire che i miei "scarti" potevano essere considerati dei doni di straordinario valore ed utilità...
27 febbraio 2016
Anonimo
La notte del Santo Natale per noi di Natale365 non è una notte come tante...che tutto questo dolore e le lacrime versate possano servire per farti capire quanto Amore hai donato e quanto ne hai meritato...Giuseppe nei nostri cuori
24 dic. 2017
Anonimo
Natale 365 è stata l’esperienza più emozionante e formativa, che ha lasciato dentro di me tanti buoni propositi per l’aiuto che posso donare a chi ne ha bisogno. È stata cosi piena di momenti che mi hanno fatto molto riflettere sulle condizioni dei più bisognosi. Gli sguardi che hanno rivolto a me mentre tendevo le mie mani per aiutarli, mi hanno lasciato emozioni che a parole sono difficili da esprimere. Durante il corso di formazione di Natale 365 ci spiegarono che avremmo praticato la cultura del dono e fin da subito mi sono sorte mille domande, che si sono dissolte non appena sono entrata nella casa di Andrea Tudisco. Sono stata travolta da una inaspettata aurea di bontà e di coraggio, al tempo stesso fragile, perché davanti a quei problemi mi sono sentita piccola e dovevo tirar fuori tutte le energie necessarie per far del mio meglio. È stato un pomeriggio di spensieratezza, di risate e mi sono divertita un mondo con i bambini, dove mi sono rivista nei loro sorrisi. Anche a San Pietro è stato un momento fantastico e magico. Ho incontrato persone speciali che hanno alle spalle storie che ti fanno riflettere. Alcuni ti chiedevano un poco di cibo, giusto quello che bastava per far sì che la loro fame potesse essere colmata o un po’ di acqua per dissetarli, sempre il giusto e mai di più, cosi per lasciarlo anche ad altri che ne avessero avuto bisogno. Dopo un sorriso caloroso e parole di gratitudine se ne andavano via con il calore trasmesso dalle mie azioni. Ho notato dalla loro faccia un malinconico sguardo di rassegnazione dove avevano bisogno solo un po’ di fiducia in loro, un po' di amore che li spingesse a dare ancora il massimo anche se la vita è stata crudele con loro, di un sorriso di uno sconosciuto che potesse trasmettere normalità e non di indifferenza o di una semplice chiacchierata dove potessero raccontare le loro storie. Davanti a tutto ciò non mi sono tirata indietro, ma con devozione e calorosa volontà sono stata in mezzo a loro, in mezzo a tutto questo vortice di storie di persone che hanno più da raccontare con un semplice silenzio che io con mille parole. Natale 365 è speranza per tutti loro e sono onorata di far parte di questa famiglia. Infine volevo ringraziare Giuseppe, il fondatore, che ha dato vita a quest’opera così importante e il mio augurio è che sempre più cuori impavidi donino parte del loro tempo a questa associazione.
11 nov.2019
Clara
Vorrei descrivere a parole tutto quello che penso o sento, ma non è così facile come pensassi. Inizialmente governavano la paura, o la mancanza di coraggio forse, e questi non mi hanno mai permesso di farmi avanti e di costruire qualcosa dentro me stessa, e per me stessa. Natale 365 è stata la scelta più sentita che io abbia fatto finora; pensando all’esperienza, la curiosità e la paura erano a due poli opposti, e forse sono riuscita a mediare andando verso il centro dei poli, dove c’era la voglia di sentirmi utile per qualcosa e per qualcuno, anche se potevo fare solo una piccola, ma grande, parte per loro. Entrare nella casa di Andrea Tudisco era qualcosa che, solo al pensiero, mi faceva venire un brivido dentro, sentivo una pressione più grande di me; è bastato varcare la soglia, guardare negli occhi i bambini, e capire che tutto il tempo passato a non fare niente era stato vano. Non per l’utilità che potessi avere il giorno stesso, ma per tutta la ricchezza che trasmettevano con un solo sguardo o un solo sorriso quei bambini pieni di spensieratezza ed emotività. Ho capito che girarmi dall’altra parte non avrebbe cambiato la loro vita, stare al loro fianco forse, nel loro piccolo, può cambiarla. Incontrare i senzatetto è stata una scoperta: tutte le persone che vengono viste nel buio, materiale e non, hanno mille sfaccettature colorate. C’è chi parla della propria vita, chi preferisce mantenere le giuste distanze, c’è chi sorride, chi ti abbraccia, come se fosse poco riconoscente solo un saluto o un sorriso. In cuor mio spero che, andando avanti, riuscirò a fare la differenza in qualche modo; lo faccio per loro, ma non interamente. Lo faccio anche per me, non tanto per pura soddisfazione personale, bensì per dare un senso a quello che sento e provo quando guardo negli occhi una persona estranea, ma che mi sembra così tanto vicina a me. Mi impongo quasi una sfida con me stessa, vorrei che ogni loro colore desse una sfumatura diversa a come sono,a cosa penso, alle mie idee e alle mie convinzioni, forse finora troppo egoiste."
13 nov.2019
Giulia
Parto dal presupposto che non è l'immagine che preferisco ma forse in banalità trovo sia la più rappresentativa. Nonostante non siamo coinvolti in nessuna attività è il momento che corona una giornata in cui semisconosciuti collaborano per qualcosa che mediamente ha lo stesso fine ed in modo diverso arricchisce ogni persona in modo intimo. Di fatto le emozioni di ognuno sono uniche e questo come fosse alchimia, crea una soluzione in cui ogni limite e ogni predisposizione si amalgama sotto un'unica casacca per rendere al meglio. Parlando dell'esperienza, personalmente, penso che sia un grande Dono; è facile immaginare come superbamente si può essere gratificati di "aver fatto del bene" o allo stesso modo (superbamente) partire pensando di donare qualcosa e solo dopo ritrovarsi sorpresi di aver ricevuto l'inaspettato...È quindi, sempre personalmente, un esercizio ad essere grato di ogni gesto, di ogni disponibilità, di ogni richiesta, di ogni confidenza che mi fanno dono di umiltà. Quanto più riuscirò a venir meno a me stesso tanto più sarò in grado di allontanarmi dal cliché di "fare del bene" e riconoscermi servo inutile. Per me questa esperienza è quindi come dicevo un dono, forse egoisticamente, per dispormi il più generosamente possibile al fine di elevarmi quanto più la Grazia vuole offrirmi.
17 nov. 2019
Alessandro
Spesso non ci rendiamo conto o ci dimentichiamo di quanto un sorriso, un abbraccio, persino una banale gioco possa migliorare la giornata a te e a chi ti sta intorno. Venerdì 25 ottobre mi ha fatto ritornare questa consapevolezza, mi ha ricordato che per cambiare le cose non servono grandi gesti ma che sono proprio quelli più piccoli e inaspettati a fare davvero la differenza. Donare, che sia un'emozione o un oggetto materiale, è un gesto in grado di arricchirci, di renderci più sensibili, migliori. Venerdì 25 ottobre è il giorno in cui ho ricominciato a riflettere su quanto io possa fare, anche nel mio piccolo, per regalare un momento di condivisione e spensieratezza prima ai bambini di Casa di Andrea e poi ai senzatetto di San Pietro. Sono grata di aver partecipato fisicamente e spiritualmente a un momento che io reputo di grande crescita personale.
20 nov. 2019
Giulia
Associamo il numero 25 al mese di dicembre, al Natale simbolo di bontà, solidarietà e altruismo. Perché non trasportare questi valori per tutti i 25 di ogni mese? Questo 25 di novembre ho dato un contributo con un piccolo gesto, un sorriso, un abbraccio ai bambini che nonostante le avversità sono entusiasti del futuro che hanno davanti. Vederli sorridere e pensare che siamo lì per loro e che gli doniamo qualcosa di noi e invece capire che siamo noi che riceviamo da loro. La sensazione che si prova nel sentirsi parte di quella piccola vita a cui potresti aver apportato un piccolo sorriso è ineguagliabile. Stare con questi bambini mi ha fatto sentire trasportata dalla loro allegria e dalla loro contentezza, mi sono sentita tornata bambina durante quei momenti passati con loro. La sera si è rivelata ancora più formativa, quando siamo andati dai clochards, persone che si sono perse o ritrovate disorientate nel difficile percorso che è la vita. Ho reso la giornata di qualcuno più "ricca", anche solo regalando una frazione del mio tempo permettendogli di esprimere un pezzo della sua vita. Ascoltando la storia di Floriano, che sono 20 anni che si trova per la strada, ho compreso quanto bisogno c'è di persone come noi, che li facciano di nuovo sentire parte di una comunità. Queste esperienze regalano qualcosa al cuore e all'animo che non si può ricavare dalla vita di tutti i giorni e fanno realizzare quanto grati bisogna essere semplicemente di aver un tetto sopra la testa e persone che ti scaldano il cuore
26 nov. 2019
Claire
È come strapparsi una parte di sé e consegnarlo volontariamente a qualcun altro. Mi sono lasciata attraversare dalla vita, cambiando addirittura i miei stessi occhi. Mi sono lasciata attraversare da sorrisi innocenti e spontanei di bambini che, nonostante la vita li abbia messi a dura prova, combattono, vivendo pienamente frammenti che profumano per loro di felicità, semplicemente immaginando di essere un guerriero o una principessa, navigando tra immaginazione e bolle di sapone, dimenticando per quel frangente così puro qualsiasi lotta e il mostro cattivo che fa da ombra. Quella forza, quella voglia di essere tu, quell’abbraccio in più, quella stretta di mano, quel momento pieno di vita e pieno d’amore, mi si è catapultato addosso come a dire voglio esserci, voglio essere io ed ora il suo momento di felicità, quella voglia ancora di sognare, quella voglia di essere semplicemente un bambino. In meno di 24 ore mi sono sorpresa nel riuscire ad andare oltre con tutta la mia anima, provando un miscuglio tra tristezza, consapevolezza e voglia d’amare mi sono impersonata e ho provato ad immaginare cosa significa avere un cartone per casa, guardare gli occhi di chi ha perso tutto, ma nonostante questo sorride sempre e il dono più prezioso che mi è stato donato è la voglia di vivere attimo per attimo con più consapevolezza e con una maggiore voglia d’amare e di essere amata. Mi sono armata di attenzioni da dare, di coraggio, ed affetto per poi riscoprirmi importante per qualcuno che nonostante non conosca chi sia veramente, mi ha apprezzata ed amata solo perché ero seduta accanto ad ascoltare un pezzo della propria storia. Ho donato parti di me per poi ritrovarmi più ricca di sogni e di forza, staccandomi dall’apatia che credevo di provare per alzare gli occhi al cielo con la consapevolezza che la voglia d’amare e di far sentire importante qualcuno non mi lascerà mai. Mi sono ritrovata piena di di vita.
28 Nov-2019
Beatrice
Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo; amare è più importante che essere amato.
28 dicembre 2019
Anonimo
L’esperienza che si intraprende con Natale 365 ti arricchisce come solo poche cose possono fare. All’inizio mi sentivo preoccupato per la paura di non essere in grado di fornire il giusto aiuto a chi ne aveva bisogno, ma subito mi sono sentito a casa sia grazie alla genuinità delle persone che ci trovavamo di fronte, sia grazie al grande spirito di iniziativa della nostra associazione. Appena tornato a casa mi sono sentito con una ricchezza in più, che solo questa bellissima esperienza mi poteva dare.
4 gennaio 2020
Lorenzo